Martedì, 22 Novembre 2016 14:00

VOGLIO ESSERE COME EVITA PERON!

Scritto da Tiziana - La Liscia

Qualche giorno fa sono stata al Teatro della Luna a vedere il musical Evita di Tim Rice ed Andrew Lloyd Webber diretto dal regista Massimo Romeo Piparo. Il biglietto mi è stato regalato da Antonella di Drunkofshoes e Mara di Mammaocchiacuore  per il mio compleanno.

La protagonista è la grandissima Malika Ayane, che con la sua voce calda e particolare ha ipnotizzato il pubblico per due ore di puro spettacolo, accompagnata da un cast di attori, ballerini e cantanti di tutto rispetto. La grande novità dello spettacolo è che tutti i testi del musical sono stati interamente adattati e tradotti in italiano, con una bravura tale per cui la storia non ha perso nulla rispetto all’originale inglese.

Ero già stata attirata dalla storia di Evita anni fa. Ho guardato e riguardato il film con Madonna e Antonio Banderas e più volte mi sono documentata, affascinata da questa donna carismatica e caparbia capace di confondermi e generare in me opinioni e sentimenti in contrasto tra loro. Ogni volta che mi chiedo “Chi è Evita?” le risposte sono ogni volta molteplici ed in antitesi.

Da bambina le viene vietato di dare l’ultimo saluto al funerale di suo papà perché è una figlia illegittima. Ed ecco un’ Evita indifesa, vittima di un’ingiustizia legata ai dei bassi e limitati pregiudizi sociali. Tanto che entri nella parte e vorresti intervenire per aiutarla e spingere da parte tutti per far sì Evita abbracci e baci per l’ultima volta il suo papà.

Da adolescente decide di lasciare il suo paesino alla volta di Buenos Aires, la Grande Mela argentina, per sbarcare il lunario e cercare fortuna. Diventa quindi, nonostante sia solo una quindicenne, l’amante del cantante Augustin Magaldi; non disdegna i flirt con fotografi, impresari, agenti radiofonici e ufficiali per aumentare la sua fama, prima come modella, poi come speaker radiofonica ed infine come attrice. Una vera e propria arrivista, un’arrampicatrice sociale senza mezze misure che non si ferma davanti a nulla pur di raggiungere i suoi scopi.

La vera svolta e l’ascesa arrivano definitivamente quando Evita conosce il futuro presidente dell’Argentina Juan Peron, innamorandosene e sposandolo. E’ la prima volta, in Argentina, che un militare sposa una donna di umili origini. L’aristocrazia è ovviamente profondamente contraria, soprattutto in considerazione del passato di Evita. Ma lei non si lascia abbattere e si mostra con lui senza nessuna remora e nessun genere di timore o perplessità.

Da questo momento Evita lascia lo spettacolo per dedicarsi in toto all’attività politica a sostegno di suo marito. Partecipa attivamente alle campagne elettorali. Attira le masse per il suo essere vicina ai bisogni ed alle esigenze delle classi meno abbienti. Si attiva socialmente dando vita alla Fondazione Eva Peron, che grazie all’aiuto delle donazioni volontarie si occupa di aiutare anziani, bambini, e ragazze madri. Fonda ospedali e laboratori di igiene e profilassi, elargisce borse di studio e denaroperchè anche i meno ricchi possano godersi le vacanze al mare, sino ad allora privilegio di pochi. Non ultimo, ottiene il diritto di voto anche per le donne.

Lega con il popolo perché arriva dal popolo, eppure ama spendere il suo denaro anche in costosissimi abiti firmati e gioielli. Ma, mentre da una parte c’è chi la critica per questo suo fare solidarietà tutta ingioiellata, dall’altra c’è chi la chiama la Madona de Argentina.

Con la sua presenza ed il suo successo, sembra addirittura offuscare l’importanza di suo marito. E’ come se non fosse la first lady, bensì l’unico motivo grazie al quale Juan riesce ad ottenere il favore del popolo. Basti pensare che, anche dopo la morte di Evita ed il secondo matrimonio di Peron, la sua campagna elettorare ha nuovamente successo perché dominata da volantini recanti l’immagine di Evita.

Nonostante le antitesi, quello che ogni volta mi rimane di Evita sono la sua determinazione e la sua caparbietà, nel bene e nel male. A chi non capita, davanti alle difficoltà, di voler gettare la spugna e rinunciare? E allora dovremmo tutti prendere spunto da lei, dalla sua ostinazione nel voler spiccare il volo, nel voler andare avanti per la propria strada, non fermandosi davanti a nulla e senza temere i giudizi degli altri fino ad entrare, nonostante tutto, nel cuore delle persone comuni perché vicina ai loro bisogni e alle loro necessità. Io voglio essere come Evita Peron. Tutte dovremmo essere come Evita Peron.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna